Volnay Vieilles Vignes 2012, Domaine Joseph Voillot

By alexmarra83 / 03/11/2015

Nella sempre più affollata sezione “vini che creano dipendenza” della mia moleskine occupa decisamente un posto di rilievo questo pinot noir della Côte d’Or.

Piccolo freno al consumo smoderato è il prezzo, che non è propriamente quello di un vino quotidiano, nell’accezione più economica del termine. Dopotutto, se non fosse per i 40 europei e passa che occorrono per una bottiglia, questo sarebbe un vino da bere a tutte le ore, colazione compresa, tutti i giorni della settimana e del mese, negli anni pari, in quelli dispari e in quelli bisestili. In pratica, sempre.

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In effetti, si beve (leggi tracanna) che è un piacere: tanto tanto succo, una trama tannica setosa ed una finezza paradigmatica per la denominazione, che assurge a canone universale di bellezza.

“Cazzo che vino” (cit. un anonimo laico appassionato).

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Alessandro Marra

Chi Sono

Classe 1983. Sono nato nel Sannio da mamma lumbàrd e papà irpino, ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e poi una magistrale in Giurisprudenza.

Collaboro dal 2019 con Slow Wine, la guida vini di Slow Food Italia, di cui sono Vice Curatore, responsabile del coordinamento editoriale e della revisione dei testi. Sono anche il curatore del sito e della newsletter di Slowine.it. Ho fondato il blog Falanghina Republic e collaborato con altre riviste e magazine di settore.

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