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#vinixlive6 in Trentino da Pojer&Sandri

Alla fine ci sono andato anche se la puntatina a Faedo non era affatto prevista. Meglio cominciare a studiare, pensavo, ché settembre è alle porte.

La voglia di esserci e di rivedere un po’ di amici, però, era tanta. Aggiungi che il #vinixlive6 organizzato da Mario Pojer e Fiorentino Sandri aveva tutta l’aria di essere un evento da non perdere (vedere per credere, qui). Quel diavolaccio di @kiainga, poi, ha fatto il resto. Risultato? Partenza alle 2 del pomeriggio per il Trentino.

La locandina del VinixLive! di Pojer & Sandri

Ci abbiamo messo più del previsto causa massiccia ritirata tedesca sul Brennero e così siamo arrivati che erano quasi le 5e30. E perciò pochi assaggi. Come si dice, pochi ma buoni.

Comincio dal meno chiaccherato, l’Esegesi 2000 di Eugenio Rosi Non una cosa fuori posto: la giusta spinta dell’acidità, ancora adesso che la vendemmia dista dieci anni; il tannino deciso che si ammorbidirà ancora, siatene certi; l’intensità e l’eleganza delle sensazioni, specie al naso, che quasi mi strapperei i capelli per quel non so che di piccante che si cela dietro alla frutta e ai fiori, agli sbuffi di cacao e alle erbe amare. Lungo, molto lungo. E coerente, pure. Cabernet sauvignon con un 20% di merlot.

I 3 fuoriclasse: Esegesi 2000, Voglar 2008 e Blauburgunder 2008
E poi il Voglar 2008 di Peter Dipoli. Niente da dire, una conferma: un sauvignon blanc di grandissimo livello. Intenso nei profumi, magari solo un po’ incerto all’inizio (ma credo fosse un problema di temperatura); meraviglioso in bocca, con quel sorso che arriva morbido e si distende, poi, in tutta la sua freschezza. Pulito, appagante e di grande persistenza. Rispondenza naso/bocca da manuale. Uno di quei vini dove (cit.) il territorio arriva prima del varietale.

Infine, il Blauburgunder “Mazzon” 2008 di Gottardi: colore scarico come ogni pinot nero che si rispetti, di affascinanti trasparenze. Profuma di amarena e rose appassite, di sottobosco e terriccio bagnato. Non è un frutto spudorato e la nota speziata finale è tutto pepe. Giovane, sì. Ma c’ha stoffa, altroché.

Il Riesling metodo classico Brut 2007, Hirschhorner Hof e il Riesling 2008 
Vado avanti. Sotto con le sorprese della giornata.
Magari non se la cava benissimo con l’italiano, meglio in inglese, però i riesling di questo simpatico produttore e – leggo su internet – enologo tedesco sono davvero interessanti. Il metodo classico, in primis: sboccato a marzo di quest’anno dopo 30, dico tren-ta mesi sui lieviti. Profumi non intensissimi ma eleganti, bella spinta in bocca, di grande, grandissima piacevolezza. E poi la versione ferma, il Buntsandstein, proposto in una mini-verticale 2006-2007-2008. Qualche problemino di rifermentazione (forse) per il 2006, una buona complessità olfattiva per il 2007 (dove si scorgono già le prime note evolutive virare verso gli idrocarburi) e un 2008 su cui scommetterei: molto elegante al naso dove spiccano i profumi citrini con qualche lievissimo tono erbaceo, agile e molto persistente in bocca, fresco e lineare. Con dieci eurini ti porti a casa un bel trocken.
Il Riesling Silvaner 2009 e il Pinot Blanc 2009 di Davaz
L’altro incontro che non ti aspetti è quello con i vini di Davaz. Se il Pinot Nero URIS 2008 ci è parso fin troppo scolastico, di quelli che diresti [cit.] a noi ci piacciono precisi ed educati, meglio quelli più ruvidi che prendono un po’ a schiaffi, i due bianchi c’hanno preso assai. Innanzitutto, il Riesling Silvaner 2009, davvero molto fine sia al naso che in bocca, molto ben definito nei profumi citrini e floreali, presenti anche quando nel calice non c’è rimasto più nulla, di ottima persistenza. Peccato solo che per comprarlo ci vogliano più o meno 13 eurini, prezzo sorgente s’intende. Un gradino sotto il Pinot Blanc 2009, ma solo perché già di suo il vitigno è grasso e con la struttura che si ritrova finisce per esserlo un tantino troppo. Almeno a tavola, dove il sorso non invoglia tanto quanto il Riesling Silvaner. Profuma di ananas e di fiori gialli, soprattutto. In bocca è ricco, appunto, con un bel finale, intenso e lungo.
Il metodo classico brut cuvée 05-06, il Palai 2009 e il Besler Ross 2004 di Pojer & Sandri
E, infine, i vini dell’azienda ospitante, la Pojer Sandri. Dico la verità, il Pinot Nero 2009 non m’ha entusiasmato: troppo in vista il frutto, strano il colore. Ha dalla sua l’età, perciò, sarà il caso di riprovarlo più in là [la rima è assolutamente casuale].
Tutt’altro discorso per i due Besler 2004. Cambia il colore, non muta l’eleganza dei due uvaggi della Val di Cembra: pinot bianco, riesling renano, sauvignon, incrocio manzoni e kerner per il primo; pinot nero, zweigelt (di origine austriaca), franconia, negrara trentina, groppello della Val di Non per il secondo. Del bianco, in particolare, stupisce la morbidezza dell’ingresso e la vivacità della beva che ancora può contare su una bella dose di freschezza che ne assicurerà l’ulteriore tenuta (e evoluzione) nel tempo. Tutto frutta ed erbette di montagna, il primo; tutto pepe e piccoli frutti rossi, il rosso.
Non male, sempre parlando dei bianchi, anche il Palai Müller Thurgau 2009, dal nome della località dove si trova il vigneto. Citazione speciale per il metodo classico brut ottenuto da uve pinot nero (35%) e chardonnay (65%) di due diverse annate (la 2005 e la 2006), 30 mesi sur lies, assolutamente fresco e fragrante nei profumi che vanno dalla mela alla frutta secca, di notevole finezza.
C’è chi giura sia stato uno dei VinixLive! più belli e divertenti di sempre. Io non saprei perché questo era il mio primo in assoluto. Certo, la giornata è stata memorabile. Tanta gente. Tante famiglie con bambini al seguito (complice la scelta azzeccata di prevedere persino l’animazione per gli infanti). Tante risate. Merito anche della rappresentazione teatrale “Dalla genesi alla felicità dei lieviti” ideata da Corbetta Oliviero, Bruno Coli e dall’attore trentino Emilio Frattini, incentrata sulla macchina lava-uva utilizzata dall’azienda, che ha preceduto la cena tipica trentina nella bellissima galleria degli spumanti.
E poi, il Baratto Wine Day – curato impeccabilmente da Davide Cocco aka @studiocru – questa volta nella versione assai divertente dello “scambio reciproco vincolato”: il barattante baratta la propria bottiglia con il barattato a condizione che il barattato accetti e ne abbia una da proporre in baratto al barattante. Vabbè, fate prima a venire la prossima volta ché il divertimento è assicurato.

Dall’alto a sx in senso orario: la folla di partecipanti, i maestri “polentoni”,
il casaro Riccardo Casanova del caseificio Turnaro e il suo casolét

Spero di non aver dimenticato nulla… Ah sì: i formaggi, i mieli Thun, i salumi della macelleria salumeria Dal Massimo Goloso (ma quant’era buona la schiena di maiale?!?). Tutto questo è stato #vinixlive6 by Pojer & Sandri. Basta leggere qua e là in rete the day afterOkkei che a parlare è Filippo Ronco, cioè il “padre” dei VinixLive!; ma il suo tweet rende bene l’idea di cosa è stato: “Si eriga un monumento a Faedo per Pojer Sandri. VinixLive!#6 di portata incommensurabile“.

Ho fatto bene, mi sono detto di ritorno a casa. Ho fatto bene ad andarci.
P.S.: Avrete notato il frequente uso del “ci”: ci è piaciuto, c’abbiamo messo un bel po’, ci piace, ci ha convinto… Direte, ma in quanti siete a scrivere? Questa volta: due! Thanks to Chiara Giovoni aka @kiainga che è anche l’autrice delle citazioni.

Guarda anche qui:

(8) Commenti

  1. Kiainga dice:

    "two is megl che one" 🙂

  2. Alessandra Rossi dice:

    Molto ben scritto, pareva di esserci :-).

  3. Alessandro Marra dice:

    @kiainga: yep!
    @alessandra: grazie mille!

  4. Filippo Ronco dice:

    Grazie per essere venuti Ale.

    Ciao, Fil.

  5. Jacopo Cossater dice:

    Impeccabile e bello da leggere, in particolare per le tante note dei vini assaggiati.

    E viva il Baratto Wine Day. 😉

  6. Alessandro Marra dice:

    @Fil: un vero piacere rivedersi.
    @Jacopo: thanks. E w il Baratto Wine Day! 😉

  7. Angelo dice:

    Si solo il Poiema, in un ristorante di trento, Le due spade di cui racconto nel blog. Me ne hanno parlato molto bene del produttore, infatti l'anno prossimo l'ho inserisco in carta…

    Aspetto tue, ciao.

  8. […] cose banali, proseguirei dicendo che ripetersi – appunto – non è mai facile (cit), soprattutto se quello dell’anno scorso è stato un #vinixlive – il sesto della serie – «di portata incommensurabile» (come […]

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