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Terapia d’urto anti-nostalgia: un paio di piatti campani e un Rhum Vieux Agricole uno-nove-nove-nove

Alcuni amici mi prendono in giro perché mi piace il rum rhum, chiamatelo come vi pare [anche se poi la lettera (h)acca è assolutamente decisiva e la sua presenza/assenza è quantomai indicativa, mi pare, della provenienza geografica].

Forse perché il rum è tra i superalcolici più diffusi per cocktails e intrugli vari, specialmente nei locali notturni – vi dice niente rummeccoca?!?

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O probabilmente perché non ne hanno mai assaggiato uno di qualità, ecco. Tipo questo che io ho sorseggiato in veranda, dopo il pranzo nel nuovissimo ristorante di Ilario Vinciguerra a Gallarate (di cui parlo oggi di là, sul sito di Luciano Pignataro).

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(2) Commenti

  1. Giovanotto questo l’ho messo in carta ieri…

    1. sei troppo avanti, ragazzo! 😉

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