In giro per… i colli tortonesi

15 luglio. Partiamo di buon mattino per essere a Vho di Tortona alle 9.30. Elisa Semino guida oggi l’azienda insieme al padre Piercarlo. “La Colombera” è il nome dal casolare nella foto sotto, un tempo abitazione dei nonni di Elisa. Pochi passi più in là, l’azienda di Claudio Mariotto, viticoltore di cui ho tanto apprezzato i timorasso che ho degustato a Milano lo scorso giugno (leggi qui).
A Vho ha piovuto per quasi tutta la notte trascorsa e fino a un’ora prima del nostro arrivo. Elisa ci mostra dalla strada provinciale i terreni di proprietà, 22 ettari di vigneti e frutteti. “La fascia laterale a destra guardando ‘La Colombera’ – ci spiega – è quella dei pochi filari di timorasso destinati alla produzione de ‘Il Montino’, cru prodotto per la prima volta nell’annata 2006″. Durante la visita alla cantina, percepiamo un’aria familiare; dopotutto la produzione complessiva si attesta intorno alle 50000 bottiglie. C’è fermento: si lavora all’imbottigliamento del “cortese” per le esportazioni negli Stati Uniti. Poi, la visita alla bottaia. Di fianco, il vigneto “Bricco Bartolomeo ’90”. “E’ il nomignolo con cui papà chiamava Lorenzo“, il fratello di Elisa, campione di snowboard. Nell’accogliente sala di degustazione, l’assaggio di “Bricco Bartolomeo” 2008, il ri-assaggio di “Derthona” 2007 (almeno per me…) e l’anteprima de “Il Montino” 2007 (in commercio da gennaio 2010). Si è fatto tardi. Posiamo insieme ad Elisa per una foto-ricordo e le chiediamo di avvisare Walter Massa del nostro ritardo. Ci aspettava a Monleale per le 11…

Elisa ci accompagna da Walter Massa e ci fa precede lungo una scorciatoia interna. Nel tragitto, ammiriamo i vigneti dell’azienda Dino Mutti e dell’azienda Terralba. “Non preoccupatevi”, ci dice… Sul dondolo davanti all’abitazione di Walter ci sono due signore. “E’ tutta la mattina che lo chiamo ma non risponde mai al cellulare“, dice la mamma di Walter Massa. “Sì, lo so. Ho provato anch’io a chiamarlo…“, risponde Elisa. Poco dopo, arriva Walter. Mi scruta, mette a fuoco (d’altronde c’eravamo visti soltanto una volta prima…): “Ah, bene… alla fine sei venuto a trovarmi“!? Ci porge un calice di barbera. “Bel frutto…”, Alessio sembra dirmi quello con gli occhi. Walter aggiunge: “Monleale”, la sua barbera “base”. Ci accoglie in casa: inizia un escalation di assaggi. Una prima tranche di bianchi: “Derthona”, “Sterpi” e “Costa del vento”, i tre cru di timorasso. Prende una carta topografica e comincia a mostrarci i vigneti di provenienza. “Questo è ‘Sterpi’: prima, qui c’erano appunto… sterpi“. “Questo è ‘Costa del vento’: tira una bella arietta lì”... Interrompiamo la nostra chiaccherata. Walter – noncurante che è ormai ora di pranzo – ci fa salire a bordo del suo Land Rover e poi via, giù per le vigne…

Niente pranzo anche per noi (peccato quel bel ristorantino che ci aveva consigliato Elisa, ma ne è valsa la pena…). Un fantastico giro alla scoperta dei diversi terroirs: rimaniamo stupefatti dall’argilla azzurra del vigneto di “Montecitorio”. Walter è un vero vigneron. Ho scelto di fare il contadino“. Ci spiega il “sistema dei sei fili” (1-2-2-1) che agevola il lavoro nella cura del tralcio… E poi, il cuore dell’azienda: la vecchia cantina. Si respira un’aria d’altri tempi… Alcuni assaggi direttamente dalla botte… “Cerreta” e “Bigolla”…

Di nuovo a casa per qualche altro assaggio. Ecco, appunto… “Monleale”, “Bigolla” e “Sentieri”. Infine, “Pertichetta”. “Azz! Che sorpresa sta’ croatina“.
Ci crede molto, Walter. E’ lui stesso a ricordarmelo. “Ricordi cosa ho detto a Milano“?
Mmmmhh… no, non me lo ricordo…
Che tra qualche anno staremo qui a parlarne, della croatina dico“…
Poi, a sorpresa la barbera “Barabba”. “E’ del mio amico Fabrizio Iuli, provatela”!
Sono le 17.30: spuntino a base di dolcissime pesche di Volpedo. Poi, i saluti…
Roberto Grattone ci aspettava alle 15 nel suo agriturismo, “Vallenostra”, a Mongiardino Ligure. Più o meno 40 km di strada.
Non preoccupatevi, lo avviso io“.
Pur stanchi, non rinunciamo alla visita al presidio Slow Food del formaggio Montébore.

La foto con Agata, compagna di Roberto e cuoca dell’ottima osteria dell’agriturismo.

Ci rimettiamo in macchina e risaliamo su, direzione Tortona, per la cena di territorio al ristorante “Il Voltone” di Tortona, ospiti di Mariagrazia Novelli: un bel piatto di salame nobile del Giarolo, fiori di zucchine fritti, gnocchi al montébore (veramente squisiti…) e il filetto di fassona piemontese alla barbera. L’assaggio di “Marine” (ne ho già parlato qui) e della barbera “Sant’Andrea” dell’azienda Vigne Marina Coppi.

Foto ricordo con Mariagrazia al termine della cena e poi di nuovo in viaggio, verso Milano, per tornare – non senza dispiacere – a casa.

Con la promessa di tornare in autunno… “Ma quant’è bello andare in giro per i colli tortonesi”…
Le altre foto sulla pagina fb di “Stralci di vite”…

Guarda anche qui:

2 commenti

  1. Reportage avvincente e appassionante. Mi collego aubito a facebook e corro in enoteca a cercare i vini della sig.na Elisa semino

  2. Grazie!
    Sì, direi che ne vale la pena…
    Tra qualche giorno, un approfondimento su "Stralci di vite"!

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