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Il Montino 2006, Timorasso Colli Tortonesi DOC, La Colombera

di Alessandro Russo

Calda giornata di luglio, tutto è in movimento ma io trovo tranquillità e refrigerio per un pranzo in mezzo al verde. È la giornata giusta per dedicarsi a una degustazione speciale. Settembre scorso il mio amico Alessandro Marra mi ha regalato una bottiglia, dicendomi solamente: fammi sapere cosa ne pensi! Volutamente l’ho degustato solo oggi, per l’affinamento in bottiglia, e mi sono reso conto di essere in presenza di una vera chicca. Tutto è pronto, all’ombra del pergolato di uva stappo la bottiglia. Ho preparato come antipasto una quenelle di tonno nostrano con pomodorini secchi e crostino di pane ai capperi in salina. Manca solo un po’ di musica, scelgo il meglio del grande Stevie Wonder. Verso il vino nel bicchiere mentre attacca Lately. Il vino è il Montino 2006 de “ la Colombera”, è il vino perfetto per dedicarsi una pausa nella frenetica estate.

La musica trilla sulle incantevoli note del pianoforte del maestro ed io porto al naso il vino dell’azienda di Elisa Semino e del padre Piercarlo; il vino porta il nome del casolare che un tempo era l’abitazione dei nonni di Elisa. Bello fin dal colore questo vino, di un giallo paglierino intenso in nuances oro. Chiudo gli occhi e inspiro voluttuosamente: al naso ricorda i migliori riesling renano con note di polvere da sparo, appena versato percepisco gli idrocarburi, la canfora, il talco, poi una leggera caramella inglese.. Passato un po’ di tempo nel bicchiere emerge il floreale, il fruttato come una dolce mela cotogna, con una sensazione calda e suadente in un complesso morbido ed elegante. Sorseggio, ed è subito un’ onda di morbidezza e freschezza che avvolge il palato in una carezza che vorresti non finisse mai. Incredibile intensità gustativa. È denso e piacevole, i 14 gr. di alcol non si percepiscono, un sorso tira l’altro. Si accompagna meravigliosamente a ciò che ho preparato con cura: i favolosi spaghetti di Gragnano “pastificio dei campi” con scampi e verdurine croccanti al profumo di lime, perfetto anche con la spolverata del pinolo tostato che decora il piatto. La Colombera è di corpo e pieno, si apre a meraviglia nel centro bocca, dove ritornano le note percepite al naso, con una buona spalla acida, in sottofondo emerge una leggera e piacevole nota di nocciola. Grande equilibrio sensoriale, magnifico il finale di bocca, dove il suo sapore rimane per minuti interminabili. Mi perdo nelle dolci note , abbandonandomi alle sensazioni, ad occhi chiusi, gustando il sapore delle emozioni che solo un grande vino sa dare.
Ringrazio Alessandro Marra, per avermi regalato questa bottiglia. E ringrazio anche l’azienda, che non sa di avermi dato, quest’oggi, un attimo di gioia purissima…
Sono che io ringrazio Alessandro, ché condividere queste paginette con un amico è bello, bello assai.

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(2) Commenti

  1. Anonymous dice:

    il timorasso è il vino che vorrei sempre con me giovane o vecchio che sia…sia questo della Gentilissima Elisa che quello del maestro Massa sono sicuramente il meglio dei vini bianchi Italiani e non – ,per il mio modesto parere.ciao Gian Paolo

  2. Alessandro Marra dice:

    Perfettamente d'accordo. Anche nella mia cantina… 😉

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