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La (fine della) stagione delle guide: Sannio e Campania sotto la lente d’ingrandimento

Quella che si chiude oggi – con la degustazione dei vini quotidiani e delle monete di Slowine a Milano – è la stagione delle guide. La più intensa delle stagioni del vino: due mesi o poco più di rumors, indiscrezioni, chiacchiere, anteprime e premiazioni. A conti fatti, un vero e proprio toccasana per le stesse guide che ne escono puntualmente rafforzate in fatto di attrattiva, seguito e credibilità. Con buona pace di chi, ogni anno e altrettanto puntualmente, si affanna a decretarne la morte.

Chiacchiere, del prima e del dopo. Perché il premio a Tizio o a Caio, perché a questa azienda sì e a questa no, perché a questo vino e non a quell’altro. Produttori incazzati, appassionati indignati per i soliti premi ai soliti noti. Niente di nuovo o quasi, insomma. Che poi, per fortuna, non è sempre così.

Se ne parlo su queste paginette è perché, semplicemente, mi interessa vedere come si sono comportati il Sannio e, più in generale, la Campania.

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L’Espresso

Nessuna eccellenza per il Sannio.

5 rossi e 4 bianchi per una regione che i più considerano bianchista. Tra i bianchi, appunto, 2 Greco di Tufo (quello “base” di Pietracupa e la selezione “Tornante” di Vadiaperti, entrambi millesimo 2010) e 2 Fiano di Avellino (sempre millesimo 2010, ancora Pietracupa e la “novità” Sarno 1860). Tra i rossi, spazio al “Sabbie di Sopra il Bosco” 2009 di Nanni Cope’, al “Nude” 2005 di Cantina Giardino, al Falerno del Massico Rosso Riserva “Tuoro” 2008 di Volpara e -in chiusura- 2 Taurasi: la Riserva “Radici” 2005 di Mastroberardino e il “Nero nè” 2006 de Il Cancelliere.

Gambero Rosso

Un 3 bicchieri nel Sannio: la Riserva di Aglianico del Taburno “Terra di Rivolta” 2008 di Fattoria La Rivolta.

In Campania, si aggiudicano il massimo riconoscimento 9 bianchi e 8 rossi. Tra i bianchi: 3 Greco di Tufo (Pietracupa, Benito Ferrara con il “Vigna Cicogna” 2010 e Feudi San Gregorio con il Cutizzi”), 5 Fiano di Avellino (i 2009 di Marsella e Quintodecimo, i 2010 di Colli di Lapio, Rocca del Principe e “Alimata” di Villa Raiano), 1l Costa d’Amalfi Furore Bianco 2010 di Marisa Cuomo. Tra i rossi, invece, supremazia dei Taurasi (il “Radici” 2007 di Mastroberardino, il “Poliphemo” 2007 di Tecce, il 2007 di Urciolo e il 2005 di Antico Borgo), i 2 “mostri sacri” (?) Montevetrano e Terra di Lavoro e Nanni Cope’ con il “Sabbie di Sopra il Bosco” 2009.

Duemilavini

L’unico 5 grappoli del Sannio se lo aggiudica sempre la Riserva di Aglianico del Taburno “Terra di Rivolta” 2008 di Fattoria La Rivolta.

Dei complessivi 22 premi, 13 vanno a vini rossi. Tra i bianchi, ben 5 Greco di Tufo (il “base” 2010 di Pietracupa, il “Contrada Marotta” 2010 di Villa Raiano, il “Decimo Sesto” 2009 di Cantina Dei Monaci, il “Raone” 2010 di Torricino e il “Terrantica” Etichetta Bianca 2010 de I Favati); poi, il Kratos 2010 di Maffini, il Costa d’Amalfi Furore Bianco di Marisa Cuomo e 2 Fiano di Avellino (il “Vigna della Congregazione” 2009 di Villa Diamante e “Aipierti” 2010 di Vadiaperti). Tra i rossi5 Taurasi (il 2007 di Feudi Di San Gregorio, il “Naturalis Historia” 2006 e la Riserva “Radici” 2005 di Mastroberardino, la Riserva “Primum” 2006 di Guastaferro e il “Vigna Macchia Dei Goti” 2008 di Antonio Caggiano), 2 Falerno del Massico (il “Camarato” 2006 di Villa Matilde
 e l’ “Etichetta Bronzo” 2008 di Masseria Felicia), l’Aglianico del Vulture 2008 di Feudi San Gregorio (ma perché non in Basilicata?), i costosetti Montevetrano e Terra di Lavoro millesimo 2009, Nanni Cope’ col “Sabbie di Sopra Il Bosco” 2009 e il “Vignapiancastelli” 2008 di Terre Del Principe.

Slowine

Nessuno dei grandi vini arriva dal Sannio.

Finisce in parità tra bianchi e rossi. Tra i primi: il Fiano di Avellino 2010 di Pietracupa e l’ “Alimata” 2010 di Villa Raiano; quindi, un tris di Greco di Tufo (il “Vigna Cicogna” di Benito Ferrara, il “Terrantica” de I Favati e, ancora, quello di Pietracupa, tutti millesimo 2010). Tra i rossi, a parte il Montevetrano 2009, 4 Taurasi: il 2007 di Antico Castello, l’ “Opera Mia” 2007 di Tenuta Cavalier Pepe, il “Vigna Andrea” 2007 di Colli di Lapio e il “Naturalis Historia” 2006 di Mastroberardino.

Concludendo.

Sugli scudi il Greco di Tufo 2010 di Pietracupa che riesce nella non facile impresa di mettere d’accordo un po’ tutti (rispetto, si capisce, alle 4 guide che ho preso in considerazione io). Complimenti al bravo Sabino Loffredo.

Bene il Sannio, anche grazie ai 3 bicchieri e ai 5 grappoli ottenuti dall’Aglianico del Taburno Riserva “Terra di Rivolta” 2008 di Fattoria La Rivolta (complimenti a Paolo Cotroneo). Un’iniezione di fiducia per un territorio, il “mio”, che ha ancora ampi margini di crescita. Non solo. Guardando sempre alla guida SlowineAntica Masseria Venditti si aggiudica la chiocciola Slow Food e il premio vino slow con il suo Sannio Aglianico Marraioli 2008; nella categoria vini quotidiani troviamo I Pentri con il Sannio Aglianico 2009Aia dei Colombi con la Falanghina Guardiolo 2010, Cautiero con il Sannio Aglianico Fois 2009 e Fontanavecchia con il Sannio Greco 2010; tra le monete, infine, ancora Fontanavecchia e Aia dei Colombi.

[foto, vecchiotta, tratta da www.tipicamente.it]

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(2) Commenti

  1. Nella disamina delle guide e dei premiati mancano ,sorprendentemente : Vini buoni d’Italia(TOURING), Maroni, e Veronelli( premiazione stamattina) dove il Sannio è presente e premiato con Terra di Rivolta 2008.
    Credo sia un bel successo e ne vado orgoglioso come sannita oltre che per la mia azienda

    1. Paolo,
      grazie del tuo intervento, innanzitutto. E complimenti ancora per i riconoscimenti ottenuti – su più fronti – dal Terra di Rivolta 2008 che rendono orgoglioso te e un intero territorio.

      Capisco la tua sorpresa ma la mia disamina è volutamente limitata alla guide che preferisco (e che comprerò) 🙂

      Un caro saluto.

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