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#grignolino1: alla scoperta di quel “testa balorda”

E venne anche il giorno di #grignolino1, ultima degustazione numerata a vedere la luce. Uno di quelle cose nate e cresciute su twitter. Sul web, insomma.

In pratica, una giornata trascorsa in compagnia di tante belle facce che per qualche ora hanno lasciato a casa il proprio avatar e si sono sedute attorno a un tavolo per scoprire un vitigno sconosciuto ai più; una giornata che – nel mio caso – è durata meno di quanto avrei voluto, costretto a dare forfait per il pranzo e a ritornare, malvolentieri, verso Milano. E non fate caso al mio cartellino ché era tutto uno scherzo (e infatti non c’ha creduto nessuno).

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Di quest’uva che Veronelli pare amasse in modo particolare ne sapevo e continuerò a saperne davvero pochissimo. Dieci assaggi delle ultime due vendemmie, vini già in bottiglia o campioni da vasca che siano, sono davvero pochi per farsi un’idea più o meno esaustiva. Anche perché di bocce di grignolino, nella mia breve e tormentata esistenza di vinofilo e pseudo-blogger, me n’era capitata a tiro soltanto una, quella di Mauro Spertino (l’avevo assaggiata a Vinitaly lo scorso anno e ne avevo scritto quando c’era ancora il vecchio [S]tralci).

D’altronde, il senso di questi appuntamenti assolutamente informali, al di là dell’essere preziose occasioni di conoscenza personale, è proprio questo: creare interesse, essere un po’ come la scintilla che fa esplodere la voglia di capire qualcosa in più, ecco.  Che se il grignolino del casalese, per dire, è più fruttato e generalmente più snello di quello dell’astigiano che, al contrario, è più giocato sulle spezie e ha tannini in linea di massima più marcati, ci sarà un perché. E lo si può comprendere appieno soltanto scoprendo il territorio.

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Un’organizzazione impeccabile, quella del bravo Fabrizio Gallino (aka @enofaber): coadiuvato da Elena Bardelli (aka @elenabardelli) e Giuliano Abate (aka @giuliano_abate), ha saputo coinvolgere, coordinare e motivare un manipolo di produttori, la Bottega del Vino e i tanti appassionati che hanno raggiunto Portacomaro da ogni parte d’Italia (e dai Paesi Bassi).

Una bella degustazione, in definitiva. Con una personale preferenza per il campione nr. 8 – il grignolino de La Casaccia, ovvero di quella signora bassina e un po’ introversa – Elena Rava (nella foto sopra) – che sedeva di fronte a me. Non mancherà occasione per parlarne. Presto, spero.

Per il resto, di #grignolino1 ne hanno parlato in molti. Date un’occhiata qui: Daniela Delogu ha raccolto sul suo blog tutti i link con post, video e foto della giornata.

E poi c’è questo video che ho girato io. Niente di che, per la verità. Però, se vi va, andate al minuto 1.10: @Enofaber mostra a tutti il suo bicchiere nero e, in sottofondo, ci sentiamo @zuccheraffilato ed io – io sono quello con la voce da paperino.

Cin Cin!

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(4) Commenti

  1. Ero passato per farti i complimenti e gli auguri per la nuova casa.

    Mi ritrovo a doverti ringraziare.

    E non solo per la citazione 🙂

    Ciao !

    Giuliano

    1. Grazie a te!
      E benvenuto nella nuova casa di [S]tralci. 😀

  2. ti ho aggiunto ai link

    bel post!!!!

    1. Grazie, Daniela!
      😉

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