etichette dalla campania, irpinia

Del Fiano di Avellino 2002 di Mastroberardino e dei bianchi che migliorano invecchiando

Date un’occhiata a questi tweets. A segnalarmeli è stata l’amica olandese Natasha Ter Haar aka @natashaterhaar (a proposito, avete dato un’occhiata al suo blog? Io l’ho conosciuta “live” allo scorso Salone del Gusto ed è una in gamba, ve lo assicuro!):

Poured Soave at another tasting yesterday and again got a very positive response. Sadly the Fiano wasn’t as well received (overall)“.

“Versato un Soave a un’altra degustazione ieri e ricevuta ancora una risposta molto positiva. Purtroppo il Fiano non è stato accolto bene (complessivamente)”.

E poi, alla richiesta del nome del fiano di avellino in questione:

Mastroberardino Fiano 07. It was showing really well, in fact better than a year ago… most people just don’t get it though“.

“Mastroberardino Fiano 07. Si stava proponendo davvero bene, infatti meglio di un anno fa… (ma) la maggior parte delle persone non lo capiscono, però”.

Così scriveva qualche giorno fa Tom Kisthart aka @kisthart, tuittero stanutinense che leggo essere sommelier e consulente per un importatore di vini della Florida.
A ben vedere, i due tweets la dicono lunga sull’idea generale che i vini bianchi non sappiano invecchiare. La cecità del consumatore medio è tale da portarlo (quasi) sempre a scegliere bianchi d’annata, ignorando il fatto che, invece, i grandi bianchi – e tra questi il fiano di avellino – migliorino con gli anni. Un costume che se da un lato ha costretto chi il vino lo vende a tavola ad operare scelte commerciali in sintonia con le preferenze della clientela, dall’altro è il risultato dell’incapacità stessa di una certa parte della ristorazione di proporre carte dei vini con una certa profondità anche alla voce bianchi.
Il fiano di avellino “Vintage” millesimo 2002 di Mastroberardino

Vallo a dire, poi, che proprio nel periodo natalizio appena trascorso ho (ri)bevuto questo fiano di avellino, che già avevo degustato con gli amici di #fianofordummies ad ottobre scorso (ricordate?!)…

Vallo a dire che la bottiglia in questione non è un rimasuglio di cantina ma un’etichetta comparsa sullo scaffale soltanto qualche mese fa, frutto di un ambizioso (e intelligente) progetto della storica azienda irpina Mastroberardino che ha inserito nel circuito dell’alta ristorazione, ad un prezzo contenuto, poche migliaia di bottiglie di fiano di avellino del millesimo 2002 (insieme al greco di tufo 2002 e all’aglianico 1998).

Tant’è che questo fiano, vinificato solo in acciaio e imbottigliato a novembre del 2003, ha retto per ben otto lunghi anni dopo la vendemmia. Colore dorato, reso ancor più affascinante da un velo di ossidazione. E poi profumi non intensissimi ma eleganti – quello sì; di bella complessità e, soprattutto, durevoli. Di frutta candita e fichi secchi, di miele e pompelmo, avvolti da una bella mineralità. Con il sorso che ancora beneficia di freschezza e sapidità; che chiude fresco, con una gradevole (magari non proprio lunghissima, per la verità) persistenza di pompelmo e frutta secca.

Vallo a dire, poi. Che è finito ma che era in ottima forma.

Guarda anche qui:

(2) Commenti

  1. M.Grazia dice:

    Bel post Alessandro. Ma il Soave qual era? Beh, non è poi così importante. negli ultimi dieci anni (non ricordo quante edizioni ne abbiamo fatte qui a Soave) il Consorzio ha investito molto sul concetto della longevità dei vini bianchi. LA manifestazione era "Tutti i colori del bianco", partecipavano vini di tutte le regioni italiane con annate giovani e più vecchie. Nonostante ciò è difficilissimo che al ristorante i clienti ordinino un vino bianco con qualche anno alle spalle, intenditori a parte.
    Ho avuto il piacere negli anni di assaggiare annate vecchissime di Pieropan, Gini, Graziano Prà e altri con sorprese veramente grandi.
    Ti aspettiamo quando vuoi per un tour nel Soave!
    MG

  2. Alessandro Marra dice:

    Grazie.
    Non saprei dirti quale fosse il Soave ma chiederò (con twitter, of course).

    Non ho assaggi in canna di Soave con qualche annetto sulle spalle; ma se penso alla freschezza e mineralità che ho trovato nelle annate più giovani mi aspetto davvero grandi cose.

    Lo sai, il giretto dalle tue parti è solo questione di tempo.

    Grazie,
    a.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.