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“Autoctono si nasce… atto secondo”: i rossi.

La mia ondata di rossi comincia ancora una volta con la Valle d’Aosta. È il turno della Coopérative de l’Enfer di Arvier (AO) e del suo “Mayolet Vin des Seigneurs” 2008: bel colore, profumi non granché complessi ma molto ben definiti di piccoli frutti rossi e fiori. Sorso secco, molto coerente, con una chiara impronta acida e un tannino “gentile” che è poi uno dei tratti caratteristici del vitigno. Provo anche “Enfer” 2008, un uvaggio di petit rouge (85%), mayolet, pinot nero e neyret (per il restante 15%), vinificazione esclusivamente in acciaio. Prevalgono i toni erbacei e floreali sia al naso che in bocca. Bella nota salina e tannino molto ben levigato. Prezzo inferiore a 10 euro franco cantina per entrambi.

Sempre continuando il tour valdostano, provo il “Fumin Vigne la Tour” 2007 dell’azienda Les Cretes. Prodotto per la prima volta nel 1995, questo fumin viene vinificato in acciaio inox, fermenta alla temperatura di 28/30°C con macerazione di circa 25 giorni e rimontaggi giornalieri; poi, affina per un anno in barrique di rovere francese e per un altro anno in bottiglia. All’olfatto dominano i sentori di ciliegia, i toni erbacei e la speziatura del pepe. In bocca è bello caldo (13%), intenso ed elegante, molto coerente, lungo quanto a persistenza, con un bel finale di liquirizia. Prezzo di 14 euro franco cantina.
Forse ho sbagliato a “passare” la riserva di merlot, millesimo 2003, di cui ho poi sentito parlare più che egregiamente. Mi sono concentrato, invece, sullo “Schioppettino” 2007 di Gigante. Odori di more e vegetali, di funghi, di lavanda, un tannino ben levigato, diluito da un consistente apporto di acidità. Buone prospettive di invecchiamento. Macerazione di venti giorni circa a contatto con le bucce e un anno di botte grande. 12 euro franco cantina.
Proseguo con il “Primitivo” 2004 dell’azienda vinicola Giuliani Raffaele di Turi (BA). Imbottigliato a fine 2008, ne ho apprezzato la complessità dei profumi (su tutti quelli di frutta matura) e il gusto pieno, morbido, terroso, di sottobosco, lungo di persistenza. Dopo il calice, ne ho apprezzato pure il prezzo, molto molto competitivo. C’è un vuoto sui miei appunti ma se non ricordo male è di circa 7 euro franco cantina.
Poi risalgo la costa adriatica sino alle Marche dove mi fermo per provare un’interpretazione a me sconosciuta di Lacrima di Morro d’Alba di Stefano Mancinelli: “Sensazioni di frutto” 2008, un nome un perché. Naso fruttato di piccoli frutti rossi e selvatici in confettura, sentori di viola. Sorso secco, non una grossa componente alcolica ma una bella acidità che prolunga una persistenza che è già di per sé lunga, molto rispondente con l’impronta olfattiva. Solo acciaio per sei mesi, non ho chiesto il prezzo.
Chiudo con il pallagrello nero di Terre del Principe. “Ambruco” 2007 si presenta con un colore fitto e con un ventaglio di profumi di grande complessità, dai frutti rossi alla viola, dal mallo di noce alle spezie, dal balsamico al mentolato per finire con afflati di rabarbaro. In bocca, l’accento è sul tannino, vigoroso ma di pregevole finezza; gusto rotondo per morbidezza con una bella sapidità. E un gran finale. La produzione media è di circa 5000 bottiglie l’anno, macerazione prolungata con maturazione in barriques di rovere francese per circa un anno. Prezzo di circa 15 euro franco cantina.

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