Pubblicato il 10 Giugno 2016 | 1 Commento

Nella mia personalissima top-equalcosa, da imperterrito bianchista quale sono, il Verdicchio dei Castelli di Jesi occupa uno dei primissimi posti. Quello di Riccardo Baldi, declinato nelle due etichette La Staffa e Rincrocca, è senzadubbiamente (cit.) tra i miei preferiti oltre che uno dei più interessanti della denominazione.

La storia di Riccardo – parole sue – è quella di un giovanissimo capitato per sbaglio in questo mondo pur vivendo a Staffolo, dove di vino si vive tutti o quasi. Dal 2010 ha preso in mano l’azienda avviata dal padre nel 2004, allorquando aveva deciso di acquistare circa 3 ettari* di vigneto con annessa casa colonica e piccola cantina in contrada Castellaretta.

Verdicchio dei Castelli di Jesi, La Staffa

L’altra sera a Roma, (un’altra volta) 🙂 a Il Sorì, abbiamo assaggiato tutte le annate del Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico sin qui prodotte dall’ormai ex golden boy del Verdicchio. Il vino per così dire “base”, ottenuto con l’assemblaggio di tutte le uve dell’azienda, è quello che più mi piace, anche se i ben informati mi dicono di un Rincrocca 2013 buonissimissimo, che sono molto curioso di assaggiare. Poi vi dirò, néh! 😉

Ecco com’è andata.

2015 (estate tendenzialmente calda e poco piovosa, vendemmia tra il 7 e il 28 settembre)impossibile pretendere di più adesso, a poco meno di 3 mesi dall’imbottigliamento, soprattutto all’olfatto, che dopo un inizio così così, apre alla frutta gialla e al glicine. Decisamente meglio al palato, dove pare esserci qualcosina in più in termini di fascino, ritmo e spinta. Azzarderei: potrà regalarci molte soddisfazioni.

2014 (annata molto piovosa, il 28 di giugno c’erano nebbia e temperature bassissime, del tipo che di sera si girava con giubbetto e maglioncino. Vendemmia tra il 13 settembre e la prima settimana di ottobre): al netto delle oggettive difficoltà per un andamento stagionale più che complicato, nel bicchiere c’è un buon vino. Ecco, c’è qualche accenno di ossidazione, come dimostra anche il colore (un giallo più scuro) e, in generale, sembra avere più anni di quanto non risulti all’anagrafe, un po’ monocorde al naso. Vero è che casca male, in mezzo a quelle che saranno – a mio avviso – le bocce migliori della serata. Bocca decisamente più interessante, tra miele e piccantezza.

2013 (15 giorni di pioggia continua a fine maggio e peronospora larvata** sempre in agguato. Vendemmia tra il 7 e la fine del mese di settembre): per molti, me compreso***, il miglior vino della serata. A tratti leggermente fuori giri la nota alcolica, entra con la giusta “dolcezza”, ma anche con grinta e intensità. Al gusto è saporito, fresco e salato. Tonico.

Per via dei problemi avuti con i sugheri del 2012 (millesimo in cui la vendemmia è stata anticipata al 25 agosto), Riccardo ha portato anche il Rincrocca pari annata, entrambi da magnum. Ho preferito il “base”, pur riconoscendo alla “selezione” qualcosa in più in termini di finezza.

Una parentesi a proposito di eleganza dei Verdicchio.

Giampaolo Gravina osserva come sia difficile assegnare ai Verdicchio un bonus di eleganza, dovendosi piuttosto riconoscere le loro doti migliori nell’intensità delle sensazioni e nella salinità.

Sulla stessa lunghezza d’onda, Alessio Pietrobattista, secondo cui si tratta di vini che giocano più di spada che di fioretto.

Tornando al 2012. Poi 2011 e 2010.

Il “base” ha irruenza e intensità, probabilmente anche una maggiore tensione gustativa, che si esprime con una sapidità così vigorosa da confondere un po’ anche il resto. Pareri discordi su come sarà tra qualche anno. Diciamo che io non sono poi così pessimista, ma vallo a sapere! 😉 Il Rincrocca è, invece, più composto al naso, altrettanto sapido e anche più equilibrato in bocca.

2011: non gli fa difetto l’intensità. Il sorso è caldo e ha una buona dinamica, chiude con una bella sensazione amarognola, forse non ha grandissima complessità ma fa, comunque, la sua figura.

2010: le 2 bottiglie (su 3) che ho provato io erano (più o meno) ossidate ma, ciò nonostante, discretamente piacevoli. Erano i primi passi in vigna e in cantina di Riccardo.

La Staffa di Riccardo Baldi
via Castellaretta 19 – 60039 Staffolo (AN)
tel. 0731-779810
fax 0731-59007 
mail: info@vinilastaffa.it

* oggi sono una decina in tutto.

** il grappolo diventa secco per l’occlusione dei vasi linfatici e, quindi, casca a terra.

*** anche questione di cuore, avendolo scelto come uno dei vini del battesimo del mio secondogenito.

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Commenti

One Response to “Il Verdicchio dei Castelli di Jesi de La Staffa”

  1. Francesco Saverio Russo
    Giugno 10th, 2016 @ 18:38

    Bravissimo Riccardo 😉

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