Pubblicato il 3 Agosto 2016 | Nessun Commento

Il mio primo incontro con il Turrumpiso, l’aglianico beneventano* di Canlibero, non è stato dei più fortunati.

Spero di non sbagliare, me lo fece riassaggiare – si parlava del millesimo 2012, l’annata d’esordio – il bravo Vincenzo Esposito de Il Foro dei Baroni, osteria d’entroterra e avamposto di vini “naturali” a Puglianello. Bastò un bicchiere leggermente più ampio e panciuto perché svanissero le mie perplessità legate alla scarsa definizione olfattiva e all’eccessiva chiusura**.

Canlibero, Aglianico Turrumpiso 2013

Mesi dopo, senza nemmeno saperlo, assaggiai il “numero zero” del rosso di Mena Iannella e di suo marito Ennio. L’annata 2011 non venne mai messa in commercio: etichetta bianca, maggiore consistenza e concentrazione (m’è parso), risultato finale -direi- nel complesso meno interessante.

ll resto è storia recente, con il Turrumpiso 2013 che è oggi un’etichetta (bonus) capace di ben raccontare il territorio, rimanendo coerente ad un modo di fare e pensare il vino*** ancora inusuale -salvo poche eccezioni- nel Sannio.

Così, l’altra sera a Roma, non ho avuto dubbi su cosa portare a cena da amici e sono passato da Enoteca Bulzoni (€14,90) per tirare giù dallo scaffale il Turrumpiso 2013. Il sorso è piacevolmente rustico e succoso, l’acidità da’ la scossa, l’identikit è quello del rosso che funziona bene a tavola.

Per la cronaca. Nonostante la calura estiva, gli amici (assolutamente ignari della querelle naturale/convenzionale) hanno gradito.

Canlibero
località Tora n. 4 – Torrecuso (BN)
cell. + 39 347 5050327 – +39 339 1768118
mail info@canlibero.com

* la targa è Beneventano IGT ma l’areale è quello del Taburno. Siamo a Torrecuso, in contrada Tora.

** devo dire che, al contrario, non è mai nato l’amore con il Bonacreanza, bianco da uve falanghina

*** la controetichetta, in questo senso, parla chiaro: «questo vino è ottenuto da uve sane, fermentate grazie all’attività dei propri lieviti, è privo di solfiti aggiunti e altri tipi di conservanti, inoltre non ha subito stabilizzazione forzata o controlli di temperatura».

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