Pubblicato il 17 Maggio 2012 | 3 Commenti

Tranquilli! Nessuna voglia di ri-mettermi in ridicolo, sfoggiando le mie rudimentali competenze brassicole. Voglio semplicemente dirvi che ho ri-bevuto questa birra e che mi è ri-piaciuta assaje. L’abbiamo stappata a casa di un produttore dei Colli Tortonesi, dove sono ri-tornato, ancora una volta, per una veloce* puntatina. D’altronde, di ritorno a Milano (dopo il sabato trascorso ad Alessandria), ero di strada. Veramente. 😉

Nel capoluogo, invece, sono stato ospite della Camera di Commercio per la 38esima edizione del Premio Marengo DOC, concorso enologico della provincia di Alessandria. Ci sono andato volentieri, pur non facendo parte della commissione che ha proclamato i vincitori del Premio (ergo, non avendo diritto ad alcun compenso). La speranza era quella di poter fare un buon numero di assaggi per farsi un’idea (pur non esaustiva, si capisce) della produzione alessandrina; o, almeno, della parte “migliore” visto che – a sentire la Camera di Commercio – i vini finalisti erano stati giudicati (io non ho ben capito da chi) come meritevoli di almeno 88 punti. Per la cronaca, ho anche detto due cavolate al workshop condotto da Paolo Massobrio (poche ma non pochissime presenze, qualche spunto interessante), riparando così con la mia presenza a quelle che si dicono le “defezioni dell’ultim’ora”.

Tibir, Montegioco, Uploaded from the Photobucket iPhone App

Tornando al concorso, se posso dire la mia (come auspicato con grande maturità dalla stessa organizzazione), cambierei alcune cose: primo, i bicchieri (io non mi ci trovo proprio e anche altri, per quello che so, hanno le mie stesse perplessità sui vecchi ISO); secondo, più tempo a disposizione per le valutazioni e, magari (faccio mia una proposta di altri), una doppia commissione che bocci i vini non “graditi” a entrambe; terzo, i meccanismi di pre-selezione (perché non affidarli alla stessa commissione finale o, comunque, a persone estranee al territorio?). Per queste e altre ragioni (vedi la calura assolutamente estiva, per esempio, che ha penalizzato i rossi, già troppo compressi nel bicchiere), è impossibile esprimere un qualsiasi parere sulla produzione tastata. Quantomeno, io mi astengo volentieri.

Non posso fare a meno, però, di parlare delle cose positive: il giro per le vigne di Strevi (che mi ha permesso di scoprire uno stupendo panorama di vigne) o anche la cena al ristorante Donatella di Oviglio (una di quelle cose che da sole meritano il viaggio), di cui vorrei presto dire qualcosina in più.

Nè mi sono astenuto 😉 dal bere questa splendida birra di Riccardo Franzosi – anima (e non solo) del Birrificio Montegioco – che mi ha riportato con la testa dritto dritto a una discussione di qualche tempo fa sulle differenze tra vino e birra: nel vino incide il territorio, nella birra invece no (ecco, la conclusione suonava più o meno così). La Tibir, ovvero la Timorasso-beer, è esattamente il punto di contatto tra vino, territorio e birra; e già l’etichetta lancia i primi segnali: il tralcio da cui pendono un grappolo (d’uva, mi pare) e una grossa B (Birra, appunto) è in pratica la T di Timorasso. La birra – che è prodotta, infatti, con l’aggiunta di mosto di timorasso a fine bollitura – ne risulta arricchita in termini di aromaticità e dolcezza di certe sensazioni, soprattutto finali; se non è una birra territoriale, manca poco. 😉

Nel tracannarla, poi, ho pensato a tutte le prelibatezze di un territorio – quello dei Colli Tortonesi – che è un paniere di cose incredibilmente buone: il montébore, la fragola di Tortona, la pesca di Volpedo, il salame nobile del Giarolo. O anche i formaggi spettacolosi di Luca Montaldo (la cacio ricotta, su tutti).

Tutte cose che porto sempre volentieri a Milano. 😉

Birrificio Montegioco
frazione Fabbrica, 1
Montegioco (AL)
tel. 0131/029012
cell. 335/5748181
mail birraio@birrificiomontegioco.com

Vigneti Massa
piazza Capsoni, 8
Monleale (AL)

tel. 0131/80302
mail vignetimassa@libero.it

Luca Montaldo discipulus Vincenzo De Maria
strada del Convento, 12
Carezzano (AL)
tel. 0131/83343

cell. 340/9040023
mail geo.luca.montaldo@tiscali.it

Ristorante Donatella
Piazza Umberto I, 1
Oviglio (AL)
tel. 0131/776907
mail info@ristorantedonatella.it

* Si fa per dire. Abbiamo bevuto: Derthona 2010, 2007 (buono assaje) e 2006 (qualche problemino di ossidazione); Costa del Vento 2010, 2008 e 2002 (strepitoso); Sterpi 2010 e 2008 (di poco preferibile al coetaneo Costa del Vento); Pertichetta 2005 (bbona) e 2000; la freisa che non mi ricordo il nome -da vasca- 2011 e 2010 (sorprendente); Monleale 2001. Poi, appunto, alcune birre del Birrificio Montegioco.

Guarda anche qui:

Commenti

3 Responses to “La Tibir del Birrificio Montegioco: una bella bevuta a conclusione di un (altro) week-end nell’alessandrino (e nei Colli Tortonesi) per il Premio Marengo DOC”

  1. Paolo Carlo
    Maggio 19th, 2012 @ 01:00

    E’ sempre un vero piacere rivederti , assaje !
    🙂
    La Tibir è una gran bella bevuta!
    Salute!
    P

  2. Alessandro Marra
    Maggio 19th, 2012 @ 09:04

    Piacere mio! 😉
    E ancora grazie per le bottiglie che mi hai regalato: sono molto curioso di riprovare il Chiaror sul masso.

    A presto.

  3. A cena da Donatella. A Oviglio. : stralci di vite
    Maggio 19th, 2012 @ 15:05

    […] fan anche tu È stata una delle cose migliori della mia due giorni alessandrina (di cui ho già detto qualcosina qui). Parlo della cena consumata al ristorante Donatella di Oviglio (piccolo centro a ovest del […]

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