Pubblicato il 26 Luglio 2016 | Nessun Commento

Sono stato a cena a Taverna Estia e non ho fatto nemmeno una foto ai piatti. Incrediiibbbile (cit). Il bello è che mi sono goduto, fino in fondo e senza distrazioni social, un’esperienza di alto livello. Il brutto è stato che quella sotto è l’unica foto che ho.

Mi verrebbe da dire che, per il fatto di trovarsi a Brusciano, le due stelle Michelin* del ristorante dei fratelli Sposito significhino davvero moltissimo. Mi dolgo, oggi, di avergli preferito, in più di una circostanza, tavole – diciamo – meglio posizionate. Invece, la cucina di Francesco Sposito, in cui la tecnica supporta l’estro e l’istinto, ma anche la bravura del fratello Mario (in sala) valgono assolutamente il viaggio. Nel mio caso, l’oretta scarsa che ci si impiega da Benevento, via autostrada.

Taverna Estia, Brusciano

La proposta gastronomica è articolata su 3 menù (terra, mare e uno interamente a sorpresa). Due cambi, nel mio percorso marinaro, con altrettanti piatti della sezione “Impronte“, che rappresentano la storia di Taverna Estia.

E quindi, niente risotto mantecato con confettura di limoni, crudo di gamberi viola, vongole veraci ed olio ai pistacchi di Bronte, bensì spaghettoni di Gragnano, acqua di pomodori, anguilla laccata e semi di lino per me. Un piatto strepitoso, in cui l’effetto “devozione” della cottura degli spaghettoni del Pastificio dei Campi nell’acqua di vegetazione dei pomodori trova un insolito ma azzeccatissimo accento orientale** dato dalla laccatura del pesce, sulle stesse tonalità cromatiche dell’ortaggio.

L’altro bonus, invece, me lo sono giocato sul dolce, con la millefoglie al burro di Normandia con crema chiboust e caramello al latte al posto della pastiera napoletana a modo mio. Anche questa una roba buonissima.

Il piatto rivelazione, però, almeno per il sottoscritto, è stato la parmigiana di rana pescatrice: un boccone prelibatissimo di pesce leggermente affumicato, avvolto dalla melanzana fritta, adagiato su un gazpacho di pomodoro e salsa di mozzarella di bufala con olio al basilico. Assolutamente irrinunciabile.

La carta dei vini non è affatto scontata, denota ricerca e sensibilità non comuni, con prezzi bistellati. Buono lo Spumante Metodo Classico Caprettone di Casa Setaro (22 euro, se non sbaglio) bollicina gradevolissima e di discreta morbidezza, che abbiamo sorseggiato all’aperitivo nell’erbolario (che ha il solo difetto di costeggiare una strada periferica di passaggio). Semplicemente spettacolare la Coda di Volpe 2011 di Michele Perillo (40 europei), che ha accompagnato tutto il pasto: un bianco intenso, complesso e cangiante, su cui ha ragione Mario Sposito quando dice che può competere tranquillamente con i grandi. Non solo in Italia.

Taverna Estia
via Guido De Ruggiero, 108 – Brusciano (NA)
tel. +39 081 5199633

* la prima stella è del 2007. Con l’edizione 2015, è arrivata la seconda.

** a proposito di divagazioni nipponiche, molto rinfrescante la sorpresa arrivata al tavolo in una coppa di ghiaccio tritato: anguria, filetto di sauro e alga nori (ma forse mi perdo qualcosa).

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