Pubblicato il 24 gennaio 2017 | Nessun Commento

C’è da dire grazie a Cristiano Garella, che la scorsa settimana è venuto fino a Roma per raccontare il vino Bramaterra* ed ha infine stappato questa bottiglia, millesimo 1980, di Tenute Sella.

Nel mentre, s’è parlato del futuro di questo vino, che molti vorrebbero legare a quello di un’unica (nuova) denominazione –Alto Piemonte– capace di dare un tetto a terroir tanto geograficamente vicini ma pur diversi tra loro.

Bramaterra 1980, Tenute Sella

C’è da dire, ad ogni modo, che la bottiglia ha fatto la sua figura, centrando l’obiettivo di dare un’idea delle potenzialità del vino (e del suo areale). 

Ingresso dolce, sorso spesso ma sempre scorrevole, tannino levigato, pepe, caffè, mallo di noce, un abbraccio balsamico, l’inconfondibile nota rugginosa, la frutta rossa e i ricordi di melograno in chiusura. 

Niente male davvero per un vino con 36 vendemmie sulle spalle. Che già esser qui a raccontarlo non è mica cosa da poco.

* la DOC è del 1979. Possono essere utilizzate uve nebbiolo (dal 50% all’80%), croatina (max 30%) e/o uva rara e vespolina (da sole o congiuntamente, max 20%).

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