Pubblicato il 8 giugno 2017 | Nessun Commento

È diventata ormai una piacevole abitudine, quella di passare da Ciro Picariello a Summonte per farsi una primissima idea dei vini ancora in vasca.

Come quello che lo ha preceduto (qui l’assaggio in anteprima del Fiano di Avellino 2015), il 2016 è stato un millesimo piuttosto complicato, che ha fatto registrare un calo della produzione, a seconda delle zone, tra il 20 e il 40%.

Atto a divenire Fiano di Avellino 2016

Il bizzarro andamento climatico (con la gelata di appena qualche giorno precedente rispetto allo stesso mese di quest’anno) ha creato, insomma, qualche grattacapo. Ciro Picariello, per dire, che è già uscito con il millesimo 2016 dell’Irpinia Doc, non imbottiglierà, purtroppo, il cru Ciro 906

Le uve della particella che si trova proprio di fianco alla cantina, oltre a quelle di una vecchia vigna di un ettaro in località Campo di Maio, sempre a Summonte, sono perciò confluite nell’etichetta per cosi dire “base”.

Le prime sensazioni sono assai positive. Un vino piacevolmente citrino e agrumato, profumato di fiori bianchi, con un sorso saporito, innervato di sale e acidità, che sembra avere più slancio e grip.

Staremo a vedere.

Pubblicato il 30 maggio 2017 | Nessun Commento

Nello scorso mese di aprile, FleishmanHillard* ha analizzato presenza e attività on line delle prime 32 aziende vinicole italiane per fatturato secondo l’indagine Mediobanca. È emerso che ben il 53% delle aziende dedica attenzione sul proprio sito al tema dei vitigni autoctoni nell’ambito della valorizzazione del territorio e che il 37,5% parla di sostenibilità.

Con riguardo all’utilizzo dei social, se Facebook resta quello più utilizzato e Twitter ha, invece, avuto un calo di appeal, è in forte aumento l’utilizzo di Instagram, che fa segnare un +23% (qui il mio account Instagram).

Instagram @stralcidivite

Ho analizzato la presenza delle aziende vinicole sannite** su quest’ultimo social, basato – come saprete – sulle immagini. Ebbene, ecco qualche dato (aggiornato al 25 maggio 2017).

account

Il 40% delle aziende (8 su 20) non ha un profilo. Tuttavia, per 3 di esse, c’è almeno un account personale, più o meno riferibile all’azienda.

post e frequenza di pubblicazione

Delle 12 aziende iscritte5 hanno sin qui pubblicato meno di 30 foto/video e 1 è praticamente inattiva. Tra gli account più prolifici, c’è Fattoria Ciabrelli (399), seguita da Antica Masseria Venditti con 264 (che, per frequenza di pubblicazione, batte tutti con 65 post nell’ultimo trimestre) e, infine, da Cantina di Solopaca (159). 

followers

Quasi appaiate Cantina di Solopaca con 1399 e La Fortezza con 1323, che però “segue” soltanto 9 instagrammer (a proposito, ecco i 15 migliori wine account di Instagram). Medaglia di bronzo per La Guardiense, che si ferma a 880

conclusioni

I numeri, insomma, dicono che Instagram non piace molto ai produttori di vino del Sannio. Ed è un vero peccato, perché oltre ad essere molto incisivo (un’immagine dice molto più di mille parole, no!?), è gratis e semplice da usare. E poi non richiede per forza un social media manager.

* società di consulenza strategica in comunicazione attiva con 85 uffici in oltre 30 Paesi.

** Aia dei Colombi, Antica Masseria Venditti, Cantina del Taburno, Cantina di Solopaca, Cantine Tora, Cautiero, Corte Normanna, Fattoria La Rivolta, Fattorie Ciabrelli, Fontanavecchia, La Fortezza, La Guardiense, Mustilli, Ocone, Terra di Briganti, Terre Stregate, Torre a Oriente, Torre del Pagus, Torre Varano, Vigne Sannite.

Pubblicato il 25 maggio 2017 | Nessun Commento

L’occasione è stata la presentazione a stampa ed operatori del nuovo corso di Antica Hirpinia, che ha visto la partecipazione del consulente enologo Riccardo Cotarella (nella foto).

Durante le degustazione dei vini della cooperativa taurasina, il noto winemaker toscano, che vanta numerose collaborazioni da Nord a Sud, si è soffermato su un paio di aspetti che reputo assai interessanti per il comparto vinicolo sannita e, più in generale, per l’intera realtà produttiva della Campania.

Riccardo Cotarella

Ha parlato, innanzitutto, di falanghina. Sono lontani i tempi in cui si guardava a questa varietà tipicamente campana (una delle uve a bacca bianca più note in Italia) come poco adatta alla produzione di vini di pregio. L’Irpinia stessa, secondo Cotarella, è da ritenersi una zona di elezione per quest’uva «che si veste degli odori, colori e sapori del territorio dove nasce».

L’altro spunto da annotare è quello sulle grandi potenzialità della Campania per la produzione di vini spumanti. «Il fatto di essere terra (anche) di grandi rossi da uve a maturazione tardiva – dice Cotarella – consente, con un’attenta gestione del diradamento e una vendemmia manuale anticipata, di portare in cantina grappoli perfetti per la produzione di spumanti», tipologia che nel 2016 ha trainato la crescita dell’export italiano.

Pubblicato il 19 maggio 2017 | Nessun Commento

L’invenzione è dell’italiano Francesco Longoni (capo del team Food Service di Apple) e risale al 2010. Si tratta di un contenitore ideato appositamente per i dipendenti dell’azienda di Cupertino, che potranno così gustarsi la pizza presso la propria postazione lavorativa.

La notizia, rilanciata in Italia dal Corriere, arriva dalla redazione statunitense di Wired, che pubblica anche una foto.

Scatola pizza Apple

Il contenitore, ovviamente eco-sostenibile, ha forma circolare e presenta alcuni fori sul coperchio per favorire la fuoriuscita del vapore ed «evitare così che la crosta della pizza (sic!) diventi molliccia».

È già in uso da qualche anno nei Caffè Macs di Apple, ma debutterà ufficialmente con la prossima inaugurazione dell’Apple Park.

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