Pubblicato il 20 agosto 2018 | Nessun Commento

Mi perdonerà Antonello Maietta se prendo a prestito il titolo pensato per una bella serata organizzata qualche anno fa a casa Ais Milano, di cui poi parlai sul blog di Angelo Di Costanzo. Lo faccio perché ben sintetizza la mia passione per gli affascinanti vini che arrivano da questa piccola lingua di terra. Badate bene, non soltanto bianchi, come si potrebbe un po’ distrattamente immaginare, ché lì in Liguria si producono rossi di tutto rispetto.

La fortuna di avere un fratello da alcuni mesi di base a Imperia significa, poi, che se pure non avrai ancora avuto modo e tempo di passare a trovarlo, come in effetti è stato sin qui, potrai quantomeno assaggiare qualcosina di interessante e probabilmente di scarsa, se non nulla, reperibilità più a Sud.

Il Rossese di Dolceacqua “Beragna” 2016 di Ka*Manciné -solo acciaio, anche lui, ma con macerazione meno lunga del “Galeae“, per chi è pratico dei vini di Maurizio Anfosso– non era una novità per la mia tavola. Frutto della vinificazione del più celebre degli autoctoni a bacca rossa liguri, si tratta di un rosso scorrevole e sapido, decisamente gastronomico e versatile, un gran bel bere insomma.

Debutto assoluto nella mia cantina, invece, per il Riviera Ligure di Ponente Vermentino “Costa de Vigne” 2016 di Massimo Alessandri, che leggo essere anche un ispiratissimo produttore di pigato (un altro autoctono). Quello nel calice, invece, è un bianco salino e dritto, che va soltanto aspettato un attimino in apertura (pressoché appannaggio delle note di cherosene), ma che poi si distende, profuma di macchia e di susine, e in più va giù che è una bellezza, con un sorso gustoso e ben ritmato.

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