Pubblicato il 20 Giugno 2016 | Nessun Commento

I nomi di Agnès e René Mosse erano per me sconosciuti quanto i loro vini. Ma da queste parti si rincorre continuamente la scoperta ed è stato bello affondare il naso nel bicchiere, per ritrovarsi, un attimo dopo, a Saint Lambert du Lattay.

Le Rouchefer rappresenta (probabilmente soltanto) per il sottoscritto una vera e propria rivelazione. Questo 2014 lo è (forse) un po’ anche per chi già conosceva questo splendido bianco della Loira. Il millesimo restituisce, difatti, uno chenin blanc che mi dicono non esser mai stato così disteso nei primi anni di vita. Insomma, tutto fuorché quello che è generalmente all’esordio: ridotto, quasi indecifrabile.

Le Rouchefer, Agnès & René Mosse

Nulla so della vinificazione, ma stando a quello che passa per il bicchiere, non sono poi così lontani, per certi versi, i bianchi del Jura. La nota eterea è molto accesa, sembra quasi profumare di spirito, prima ancora che di fiori.

Al palato, si allarga e ispessisce. Il passaggio in legno conferisce ulteriore ricchezza aromatica. Ci sono maggiori rotondità e dolcezza, chissà forse pure di zuccheri (?) e non solo d’alcol, ma la spina dorsale acida scongiura ogni pericolo di pesantezza. Il tutto è solo in apparente contrasto con un profilo olfattivo che gioca sull’ossidazione.

Davvero un bel vino. A berne sempre così. 😉

Guarda anche qui:

Commenti

Lascia un commento