Pubblicato il 12 Febbraio 2014 | 1 Commento

I Lupi del Nord esistevano già quando sono arrivato a Milano nel 2008. Li ho conosciuti su internet ma come diavolo ho fatto a trovarli, bèh questo non me lo ricordo. Condiviamo, oggi più che mai, una smisurata passione per l’Avellino e insieme abbiamo calcato –si fa per dire- 😉 i campi di calcio più improbabili* del Settentrione.

La trasferta (abitudine a cui io -mio malgrado- mi sto disabituando per dedicare più tempo alla crescente famiglia) è un rito che il più delle volte comprende anche il pranzo in gruppo. È vero, il pasto del tifoso per antonomasia è quello consumato in autogrill, birrozzo e rustichella; ma noi siamo tifosi “moderni” -si fa per dire anche qui- 😉 e quando si può cerchiamo di partire con anticipo per avere il tempo di un pranzo leggero, rigorosamente a base di tipicità locali. Insomma, noi si va in territorio nemico per tifare (certo) ma non disdegnamo di indagare cosa mangiano gli indigeni. 😀

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Così anche a Novara, un paio di settimane fa. Seguendo le indicazioni di Enrico, stimatissimo e collaudatissimo esperto gastronomico del gruppo**, abbiamo provato a prenotare alla Trattoria dello Stadio, purtroppo sold out per un evento privato (pazienza, sarà per il prossimo anno. Se restiamo in B, of course). 😀 Alla fine, abbiamo chiesto un’indicazione proprio ai titolari della trattoria i quali ci hanno risposto -cosa niente affatto scontata- e consigliato la Locanda delle due suocere dove -in effetti- abbiamo poi pranzato.

Non c’era molto tempo perché alle 14.30 dovevamo già essere sui gradoni ma Andrea (?) e il suo staff sono stati solerti e gentili, sempre disponibili a dare spiegazioni su quello che avremmo mangiato. In molti, me compreso, hanno scelto il piatto tipico per eccellenza. Non chiamatela panissa così la chiami a Vercelli, non qui», ha detto Andrea lasciando trasparire un filo di campanilismo): a Novara si chiama paniscia. È un piatto povero della tradizione ed è davvero squisito (date un’occhiata qui).

Quanto al vino, sempre su suggerimento di Andrea, ho assaggiato questo nebbiolo delle Colline Novaresi imbottigliato da Gilberto Boniperti. Non male il Barton 2008, vino elegante e di buona soddisfazione, ottimo esempio di bere bene low cost. Chissà, magari prossimamente riuscirò a fare un salto in azienda. Poi saprò dirvi. 😉

Locanda delle Due Suocere
Corso Trieste, 42 – 28100 Novara
tel. 0321/032310

Boniperti Vignaioli
Via Vittorio Emanuele, 43
28010 Barengo (NO)
cell. +39 347 0302469
mail: info@bonipertivignaioli.com

* Monza, Como, Carpi, Pavia e altri campi che – con rispetto parlando – non sono certo il Partenio che ha visto dieci anni in serie A (fino alla stagione 1989/90).

** ovviamente io sono il consulente beverage 😉

Guarda anche qui:

Commenti

One Response to “La paniscia novarese e La Locanda delle Due Suocere

  1. Pronti per il Novara: la paniscia e i rossi dell’Alt(r)o Piemonte. : stralci di vite
    Febbraio 4th, 2016 @ 09:46

    […] dire, l’ultima volta, due anni fa, durante il pranzo a La Locanda delle Due suocere (leggi qui), prima della partita (peraltro chiusa con un’amara sconfitta, dopo il gol del momentaneo […]

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