Pubblicato il 8 giugno 2017 | Nessun Commento

È diventata ormai una piacevole abitudine, quella di passare da Ciro Picariello a Summonte per farsi una primissima idea dei vini ancora in vasca.

Come quello che lo ha preceduto (qui l’assaggio in anteprima del Fiano di Avellino 2015), il 2016 è stato un millesimo piuttosto complicato, che ha fatto registrare un calo della produzione, a seconda delle zone, tra il 20 e il 40%.

Atto a divenire Fiano di Avellino 2016

Il bizzarro andamento climatico (con la gelata di appena qualche giorno precedente rispetto allo stesso mese di quest’anno) ha creato, insomma, qualche grattacapo. Ciro Picariello, per dire, che è già uscito con il millesimo 2016 dell’Irpinia Doc, non imbottiglierà, purtroppo, il cru Ciro 906

Le uve della particella che si trova proprio di fianco alla cantina, oltre a quelle di una vecchia vigna di un ettaro in località Campo di Maio, sempre a Summonte, sono perciò confluite nell’etichetta per cosi dire “base”.

Le prime sensazioni sono assai positive. Un vino piacevolmente citrino e agrumato, profumato di fiori bianchi, con un sorso saporito, innervato di sale e acidità, che sembra avere più slancio e grip.

Staremo a vedere.

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