Pubblicato il 10 Aprile 2015 | Nessun Commento

Lapio e Montefalcione sono gli unici due comuni della provincia di Avellino dove si sovrappongono le zone di produzione del Taurasi e del Fiano di Avellino. Nel caso di Lapio, probabilmente il centro che fa più rima oggi con il Fiano*, la cosa sorprende ancora meno se si pensa che, fino a ieri, quella è stata piuttosto terra di aglianico.

Tra le aziende più interessanti dell’intera denominazione è, senza dubbiamente (cit.), Rocca del Principe. Dopo anni di fedele conferimento ai Mastroberardino, Ercole Zarrella e sua moglie Aurelia Fabrizio hanno iniziato ad imbottigliare in proprio nel 2004 e dal 2013 producono anche un Irpinia Fiano DOC, ottenuto con le uve delle vigne più giovani e le pressature dei grappoli delle piante più vecchie.

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Questo 2009**, incrociato ancora a distanza di un annetto e pescato dalla carta del Museo-Ristorante La Ripa di Rocca San Felice (20 europei, il prezzo), è un bicchiere con minore freschezza del solito*** ma pur sempre di grande aromaticità; un vino che, superata la consueta fase iniziale di timidezza espressiva, regala oggi potenti note mielose e idrocarburiche che fanno tanto “bianco nordico”.

Ecco, volevo solo dirvi che mi è piaciuto.

Rocca del Principe
SP 88 Contrada Arianiello, 9 – 83030 Lapio (AV)
Tel/Fax +39 0825 982435
Cell. +39 349 1861589

mail info@roccadelprincipe.it

* Lapio è anche il comune più vitato della denominazione.

** con la vendemmia 2011 sono cambiate etichetta e bottiglia.

*** non che il Fiano sia un vino dannatamente acido (a differenza, per esempio, del Greco). La 2009, almeno nella zona di Lapio, è stata un’annata siccitosa.

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