Pubblicato il 8 aprile 2016 | 7 Commenti

Leggevo ieri l’estratto di un’indagine sulla brand awareness dei vini italiani realizzata da Wine Monitor* (che sarà presentata dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini al prossimo Vinitaly), condotta su un campione di circa mille persone chiamate a indicare il vitigno bianco a loro maggiormente noto tra i 12 autoctoni più popolari in Italia.

Ha vinto di un soffio il Verdicchio sul Vermentino (77% vs 76%), ma la Falanghina si piazza al 5° posto con il 62% delle preferenze, dietro a Vernaccia (67%) e Tocai Friulano (66%), precedendo persino il più blasonato Fiano (46%). A seguire il Traminer (43%), l’emiliano Pignoletto (38%), il Pecorino (37%), l’Albana (27%), l’Inzolia (23%) e la Nosiola (14%).

Popolarità vitigni autoctoni italianiCerto, si potrebbe eccepire che la ricerca non abbia preso in considerazione uve bianche autoctone (forse) più note e geograficamente localizzate, niente affatto secondarie, come il Greco, per restare in Campania, il Cortese, l’Erbaluce o il Timorasso dal Piemonte, oppure la Garganega dal Veneto, il friulano Picolit o il Pigato della Liguria, giusto per fare qualche nome.

Ma il dato, che conferma l’elevato indice di popolarità per l’uva bianca più coltivata in regione**, è interessante e fa il paio con quello sul valore del brand Falanghina del Sannio, che nel 2015 aveva fatto registrare un significativo aumento rispetto alla quotazione dell’anno precedente, collocandosi -secondo un’analisi condotta da Winenews***– tra i primi 20 nello Stivale, primo brand campano e terzo del Sud (dietro a Marsala e Primitivo di Manduria, rispettivamente all’undicesimo e al diciottesimo posto della speciale classifica).

* è l’Osservatorio di Nomisma sul mercato del vino, nato e pensato per supportare le imprese e le istituzioni della filiera vitivinicola italiana nella comprensione delle dinamiche di mercato.

** con oltre 2.000 ettari di vigna censiti, di cui 2/3 in provincia di Benevento (fonte campaniastories.com).

*** sui dati della Camera di Commercio di Monza e Brianza, aggiornati ai primi del 2015, del progetto Eri (Economic Reputation Index).

[credits Wine Monitor e Istituto Marchigiano Tutela Vini]

Guarda anche qui:

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Commenti

7 Responses to “La Falanghina tra le uve bianche autoctone più note”

  1. La Falanghina tra le uve bianche autoctone più note | Faregusto
    aprile 8th, 2016 @ 16:01

    […] articolo tratto da http://www.stralcidivite.it  […]

  2. Mahee Ferlini
    aprile 11th, 2016 @ 22:00

    Molto interessante, non l’avrei mai detto!

  3. Alessandro Marra
    aprile 13th, 2016 @ 09:25

    Il dato non mi sorprende poi così tanto.
    Sarebbe interessante sapere anche qual è la “percezione” di qualità dell’uva falanghina.

  4. Agli italiani piacciono i vini da uve autoctone. — stralci di vite : stralci di vite
    aprile 13th, 2016 @ 10:31

    […] qualche giorno fa, un estratto dell’indagine condotta da Wine Monitor, secondo cui la Falanghina è una delle uve bianche autoctone più note in […]

  5. Falanghina, (più che) un'ottima alternativa — stralci di vite : stralci di vite
    giugno 2nd, 2016 @ 14:38

    […] citazione testimonia, innanzitutto, l’alto indice di popolarità per la falanghina ed il crescente interesse, anche all’estero, per i vini che vi si ottengono, sempre più […]

  6. mariateresa
    luglio 13th, 2016 @ 15:56

    e se volessi farti assaggiare la nostra falanghina dove potrei spedirla?
    ;-))

  7. Alessandro Marra
    luglio 13th, 2016 @ 16:11

    Facciamo che alla prima occasione mi ri-allungo io.
    Tanto è questione di un paio di km 😉

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