Pubblicato il 8 Giugno 2019 | Nessun Commento

Secondo Tom Hyland i bianchi italiani, negli ultimi dieci anni, sono divenuti «altamente distintivi», al punto di poter essere tranquillamente annoverati tra i migliori al mondo. Merito della tecnologia e della ricerca in vigna, che hanno dato ai bianchi «molto più carattere, complessità, purezza varietale e, cosa forse più importante, struttura per un notevole potenziale di invecchiamento».

Tom Hyland
[credits www.ivinidelpiemonte.com]

Al di là delle singole menzioni* – i Greco di Tufo di Pietracupa e Petilia nei primi 10, ma anche il “Cutizzi” dei Feudi di San Gregorio, il “Tornante” di Vadiaperti e il Greco di Tufo di Donnachiara – gioisco, in particolare, per la seguente affermazione: «la Campania può essere la patria dei bianchi più raffinati d’Italia e il Greco di Tufo è probabilmente il miglior bianco della Campania, sia per la sua struttura – i migliori esempi mostrano una straordinaria complessità dopo 7-10 anni – sia per la sua spiccata mineralità».

In pratica, una vera e propria dichiarazione d’amore per il bianco che si produce a Tufo e negli altri sette comuni della provincia di Avellino. Sapete bene che sono perfettamente d’accordo. 😉

*anche il Fiano di Avellino riscuote successi con Pietracupa, Villa Diamante, Tenuta Sarno, l’Alimata di Villa Raiano e l’etichetta “base” di Ciro Picariello.

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