Pubblicato il 20 Febbraio 2019 | Nessun Commento

Mi consentirete la licenza di divagare su un classico modo di dire -“diventare rosso dalla vergogna“- sostituendo al rosso il bordeaux (il Bordeaux, lo sapete, è un iconico vino francese). La colpa è di Alessia, mia moglie, che mi ha fatto appassionare all’ennesima serie Netflix, Mad-men*.

Fin qui tutto bene, solo che poi Don si ritrova a cena con il capo e le rispettive consorti. La moglie dell’altro esprime tutta la sua approvazione per la bottiglia prescelta, un Chateau Lafite Rothschild 1949. Poi, il patatràc. Il capo, sempre lui, alza il calice e brinda: “evviva l’uva Bordeaux. Che possiamo anche noi migliorare con il tempo” (in lingua originale dice proprio “grape Bordeaux”).

Per la cronaca, nessuno è diventato rosso, anzi bordeaux dalla vergogna. Tranne il sottoscritto. 😀

Un brindisi con Chateau Lafite Rothschild 1949

a proposito del famoso rosso di Bordeaux

Segnalo un articolo apparso sul Venerdì di Repubblica del 23 novembre scorso, dal titolo inequivocabile “nero su bianco: tornerete a innamorarvi del Bordeaux”. Parola di Saskia de Rothschild, un passato da corrispondente dall’Africa orientale del New York Times e prima donna al comando in 150 anni di storia dell’azienda.

Ora che il costo del blend di cabernet sauvignon, merlot, cabernet franc e petit verdot è sceso dai 4 mila ai 400 euro per bottiglia, il compito cui è chiamata è tutt’altro che semplice.

Vi lascio con tre curiosità.

Uno: la mamma di Saskia è napoletana. Pare che il Barone l’abbia conosciuta ad un concerto dei Roling Stones.

Due: circa una decina di anni fa, lo Chateau ha impiantato 25 ettari di vigneto in Shandong, regione che si trova sulla stessa latitudine del distretto vinicolo bordolese. Le prime bottiglie dovrebbero essere commercializzate entro il prossimo anno.

Tre: gran parte dei vigneti a Lafite sono in biologico e “la scommessa in ogni caso, è di ottenere senza chimica una complessità aromatica ancora superiore”.

* che vede protagonisti gli ad-men di Madison Avenue.

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