Pubblicato il 27 Maggio 2013 | Nessun Commento

Non aver mai parlato, finora, di Domenico Pulcino e dei suoi vini è stato un errore grave. E dire che ce ne sarebbero state (e ce ne sono) di cose da dire, specialmente dopo la giornata trascorsa in azienda insieme con Paolo Mazzola, ormai più di un anno fa.

Mi riferisco a tutta una serie di assaggi convincenti fatti quel giorno (e altri ancora in questi mesi): l’Aglianico del Taburno “Arces” – bbono il 2006, sorprendente il 2003 assaggiato in azienda (protagonista, anche lui, di un altro post rimasto nelle bozze); l’Aglianico del Taburno Riserva “Auriculus” 2005 (che all’epoca era ancora un po’ compresso). Ricordo pure un’altra Riserva millesimo 2005 non ancora in bottiglia: bella, bella assaje!

aglianico,aglianico del taburno,associazione aglianico del taburno,domenico pulcino,torre dei chiusi,limiti riserva aglianico,vini torre dei chiusi,vini campania,vini taburno

Torre dei Chiusi – quello dell’azienda è il vecchio nome di Torrecuso, roccaforte dell’aglianico ai piedi del Monte Pentime – si trova in località Limiti; la famiglia Pulcino coltiva aglianico e falanghina, vinificando esclusivamente le uve provenienti dai 12 ettari di proprietà*, con una produzione complessiva che si attesta intorno alle 70/80 mila bottiglie all’anno.

Dai vigneti tutt’intorno all’azienda, in contrada Limiti, arrivano i grappoli per questa Riserva: l’ultima annata fin qui prodotta è la 2001 ed io me ne sono innamorato grazie al bravo Gianni, patron dell’Antica Osteria Frangiosa di Ponte (ricordate!? Ne avevo parlato qui), che me l’aveva stappata durante un pranzo veloce [ma manco tanto :D].

Quindici gradi e non sentirli affatto, grazie a sapidità e freschezza che gli permettono di stare bene a tavola. Un rosso di personalità, che il tempo passato tra maturazione in legno e permanenza in bottiglia ha ulteriormente arricchito in termini di complessità gusto-olfattiva: profuma di prugna ma anche di sandalo e pepe nero, di liquirizia e radice, di lavanda; a tratti, a bicchiere fermo, c’è una lieve speziatura da incenso. Potente e, al tempo stesso, elegante; bella trama tannica e sorso caldo – per di più, lungo – che tiene botta (cit).

Senza dubbio uno degli assaggi più interessanti dell’intera denominazione. Con ancora molta strada davanti.

Torre dei Chiusi
contrada Limiti – Torrecuso (BN)
Tel-fax +39 0824/874476
cell. +39 339/6161321
mail dpulcino@libero.it

* 2 ettari in località Casa Santa (aglianico e falanghina); un ettaro e mezzo in contrada Centore (aglianico); un ettaro in contrada Mercuri (solo falanghina); il resto intorno all’azienda.

Guarda anche qui:

Commenti

Lascia un commento