Pubblicato il 25 settembre 2014 | 7 Commenti

La prima volta che ho sentito dire l’Aglianico è il Barolo del Sud è stato ai corsi dell’Associazione Italiana Sommelier e all’inizio mi sembrava un gran complimento: il (giusto) riconoscimento del pregio assoluto dei vini ottenuti da uve aglianico, oggi sempre più apprezzati in Italia e nel mondo.

Con il passare del tempo*, invece, ho sviluppato una certa intolleranza [nossignore, tollero invece molto bene pure il Barolo: un gran vino, altroché!] 😉 ad un’affermazione che, di fatto, mortifica le velleità di dignità propria di quello che è unanimemente considerato il vitigno principe del Sud [ecco, questa mi piace] e sta riscuotendo sempre più successi anche all’estero. Con rispetto parlando, l’Aglianico è l’Aglianico, punto; semmai, mi sia consentita la battuta con smisurato campanilismo, è il contrario: il Barolo è l’Aglianico del nord. 😀

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È evidente come il paragone con il Barolo sia forzato, impreciso e solo all’apparenza lusinghiero per le più importanti denominazioni da aglianico**. A questo riguardo, quoto il pensiero di Daniel Romano aka Malakunin nei commenti a questo sciagurato post. Cito: «Parlare ancora di Barolo del Sud nel 2014 significa rimanere legati a semplificazioni e luoghi comuni di anta anni fa. Oggi l’aglianico ha un suo pubblico, una sua riconoscibilità e un suo percorso ben definito. Non vedere questo significa aver perso molto della sua crescita degli ultimi anni».

L’Aglianico non è e non sarà mai il Barolo (e viceversa); così come -giusto per rimanere in tema di fantasiosi paragoni e clamorosi autogol- sulla vetta dell’Etna non sembrerà mai di stare in Borgogna, con buona pace di chi vuole farmi credere il contrario.

* lo stesso tempo di cui abbisogna l’Aglianico per essere grande.

** Aglianico del Taburno, Aglianico del Vulture e Taurasi.

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Commenti

7 Responses to “L’Aglianico è Aglianico, punto.”

  1. Francesco Petroli
    settembre 26th, 2014 @ 17:33

    Concordo perfettamente con il tuo punto di vista e quello espresso da Daniel (che avevo letto i giorni scorsi anche su facebook 😉 ). La storia inoltre ci insegna che non è mai troppo tardi per sfatare luoghi comuni e intraprendere un percorso di comunicazione certamente più redditizio, anche a livello di indentità.

    Piccolo dettaglio sul quale evidentemente sono stato più fortunato di te: durante una delle prime lezioni Ais a Roma il docente ha evidenziato più volte che dovevamo dimenticare quel detto 😀

    Un saluto!
    Francesco

  2. Alessandro Marra
    ottobre 2nd, 2014 @ 15:56

    Sei stato più fortunato 😉

  3. Simona
    ottobre 6th, 2014 @ 10:32

    Da amatrice dell’Aglianico non posso che essere d’accordo con te. Non sono un’esperta, ma mi piace assaggiare vini… vado a gusto e sensazioni e l’Aglianico – più di altri rossi del Sud – va d’accordo con le mie papille gustative.

    P.s. Complimenti per il blog, molto carino 😉

  4. Alessandro Marra
    ottobre 10th, 2014 @ 06:09

    Sei anche tu “tarata” ad aglianico. Come me.

  5. Matteo Silva
    novembre 10th, 2014 @ 19:09

    Sono d’accordo pure io!.Quali sono le cantine che apprezzate di più?

  6. Alessandro Marra
    novembre 15th, 2014 @ 11:21

    Eh, bella domanda. Ci vorrebbe un post a parte! 😉

  7. Christopher
    febbraio 15th, 2015 @ 09:39

    Christopher

    L’Aglianico è Aglianico, punto. : stralci di vite

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