Pubblicato il 29 agosto 2016 | Nessun Commento

È stato un vero piacere poter partecipare, venerdì scorso, al Barbera Lab che ha aperto la trentaseiesima edizione della Festa del Vino di Castelvenere. Presenti tutti i produttori vienneresi di Barbera del Sannio, s’è tentato di fare il punto della situazione, insieme con Luciano Pignataro e Nicola Matarazzo, degustando alla cieca tutte le etichette in commercio.

Anche se il suo consumo è perlopiù limitato ai confini regionali, la Barbera del Sannio* è tipologia che sta riscuotendo un crescente successo. Tanto più nell’attuale momento storico, in cui sembrano prediligersi rossi più leggeri e godibili.

Le sue caratteristiche (profumi floreali e fruttati, tannino soltanto accennato) ne fanno, poi, un rosso tranquillamente spendibile anche sulle tavole estive, ben potendo reggere temperature di servizio tra i 14 e i 16 gradi.

Festa del Vino, Barbera Lab

Tornando al focus dello scorso fine settimana: tante conferme, qualche piacevole sorpresa. Segnalo, in particolare, due versioni imbottigliate come Beneventano IGP.

Precedenza al debuttante Giacomo Simone (nell’ordine, nome e cognome), ex studente di ingegneria a Siena. Il suo è un rosso di bella freschezza, scarno e dal finale leggermente amarognolo che stempera la tipica nota “dolce”.

Seconda vendemmia, invece, per La Feromani (La come Lavorgna, Feromani come le iniziali dei nomi dei 4 fratelli). Nicolaus è il vino che Nicola Lavorgna ha voluto dedicare al nonno di cui porta il nome, scomparso a 100 anni. Una Barbera del Sannio tipica e ben riconoscibile, più polputa dell’altra, con un sorso anch’esso lievemente amaro in chiusura.

* la superficie vitata complessiva è di appena 100 ettari, concentrata perlopiù nell’areale di Castelvenere, di cui soltanto il 20% iscritta alla DOP Sannio. La produzione annua si aggira intorno alle 60mila bottiglie.

Pubblicato il 22 agosto 2016 | Nessun Commento

A proposito di pizza e vino.

Qualche suggerimento in tema di abbinamento tra pizza e vino arriva da Vivino. Il vino da abbinare alla pizza, secondo l’app più scaricata da chi ama il vino, deve essere accessibile, versatile e delizioso.

The best wine for pizza?

Niente di nuovo sin qui, se non che il vino migliore è, sorprendentemente, il Montepulciano d’Abruzzo. Secondo Vivino, a differenza di rossi italiani ben più popolari come il Chianti Classico o il Nebbiolo, il Montepulciano d’Abruzzo ha tannini dolci e discreta acidità. Il che lo rende il vino perfetto per accompagnare gran parte delle pizze con condimenti creativi, ma anche pizze bianche e vegetariane.

Insomma, mentre in Italia il Consorzio Sannio spinge la Falanghina del Sannio come vino ideale per la pizza e sceglie come testimonial Gino Sorbillo (che è anche, però, testimonial della birra Nastro Azzurro), all’estero sembrano pensarla un po’ diversamente.

[credits Vivino]

Pubblicato il 11 agosto 2016 | 1 Commento

Va avanti da oltre un anno, pare con reciproca soddisfazione, il matrimonio tra Gino Sorbillo ed il Consorzio Sannio DOP. Re della pizza (cit.) e volto noto della tv, il primo; l’altro, Consorzio autorizzato alla promozione, valorizzazione, ecc. dei vini del Sannio e, tra questi, la Falanghina del Sannio (che fa registrare un +20% nel primo semestre del 2016).

Un matrimonio di gusto, quello tra pizza e Falanghina del Sannio, caparbiamente rilanciato dal Consorzio, che deve però fare i conti con un’agguerrita concorrenza. Non soltanto vini, anche fuori dei confini regionali (ricordate Pizza&Chiaretto?)*, ma soprattutto birra, ovvero il “nemico numero uno” del vino in pizzeria.

Pizza margherita, Gino Sorbillo

Numerose sono state le iniziative** del Consorzio, in questi mesi, per valorizzare la Falanghina del Sannio, puntando sull’accostamento ad un’altra eccellenza, la pizza. Ultima, in ordine di tempo, quella de I giovedì in giallo da Gino, il quale è sì (anche) testimonial della birra Nastro Azzurro, ma nella carta di Lievito Madre al mare ha inserito 7 vini (di cui 6 Falanghina del Sannio), tutti di altrettante aziende aderenti al Consorzio Sannio.

Purtroppo, in via Partenope non è sempre giovedì. E così, in un caldo lunedì estivo, alla richiesta di accompagnare la pizza margherita*** ad un bicchiere di Falanghina del Sannio mi hanno gentilmente risposto: 1) al calice, soltanto bianco o rosso della casa (che, se nulla è cambiato, sono falanghina e piedirosso sanniti)****2) per la mescita, l’alternativa è un prosecco3) si può acquistare la bottiglia, ma soltanto quella di una certa azienda (nella saletta centrale, oltre a quella suggerita, ho visto almeno un paio di Falanghina del Sannio esposte).

Non faccio colpe a nessuno, sia chiaro. Se non per il fatto che alla fine ho dovuto bere acqua. 😉

* i fanatici dell’abbinamento cibo/vino noteranno che l’accostamento con il rosato potrebbe essere particolarmente indicato per le pizze a base di pomodoro.

** ricordo, giusto per fare qualche esempio, la pizziata tra Renato Bosco e Gino Sorbillo al Vinitaly 2015Napoli è fritta, oppure ancora Ascisse&Ordinate

*** pizza discreta, mi ritrovo molto nel giudizio di Andrea Docimo, nel suo post su tutte le pizzerie del lungomare di Napoli.

**** quella sera a Milano, suo ospite all’inaugurazione di Lievito Madre al Duomo, me lo disse lo stesso Gino.

Pubblicato il 3 agosto 2016 | Nessun Commento

Il mio primo incontro con il Turrumpiso, l’aglianico beneventano* di Canlibero, non è stato dei più fortunati.

Spero di non sbagliare, me lo fece riassaggiare – si parlava del millesimo 2012, l’annata d’esordio – il bravo Vincenzo Esposito de Il Foro dei Baroni, osteria d’entroterra e avamposto di vini “naturali” a Puglianello. Bastò un bicchiere leggermente più ampio e panciuto perché svanissero le mie perplessità legate alla scarsa definizione olfattiva e all’eccessiva chiusura**.

Canlibero, Aglianico Turrumpiso 2013

Mesi dopo, senza nemmeno saperlo, assaggiai il “numero zero” del rosso di Mena Iannella e di suo marito Ennio. L’annata 2011 non venne mai messa in commercio: etichetta bianca, maggiore consistenza e concentrazione (m’è parso), risultato finale -direi- nel complesso meno interessante.

ll resto è storia recente, con il Turrumpiso 2013 che è oggi un’etichetta (bonus) capace di ben raccontare il territorio, rimanendo coerente ad un modo di fare e pensare il vino*** ancora inusuale -salvo poche eccezioni- nel Sannio.

Così, l’altra sera a Roma, non ho avuto dubbi su cosa portare a cena da amici e sono passato da Enoteca Bulzoni (€14,90) per tirare giù dallo scaffale il Turrumpiso 2013. Il sorso è piacevolmente rustico e succoso, l’acidità da’ la scossa, l’identikit è quello del rosso che funziona bene a tavola.

Per la cronaca. Nonostante la calura estiva, gli amici (assolutamente ignari della querelle naturale/convenzionale) hanno gradito.

Canlibero
località Tora n. 4 – Torrecuso (BN)
cell. + 39 347 5050327 – +39 339 1768118
mail info@canlibero.com

* la targa è Beneventano IGT ma l’areale è quello del Taburno. Siamo a Torrecuso, in contrada Tora.

** devo dire che, al contrario, non è mai nato l’amore con il Bonacreanza, bianco da uve falanghina

*** la controetichetta, in questo senso, parla chiaro: «questo vino è ottenuto da uve sane, fermentate grazie all’attività dei propri lieviti, è privo di solfiti aggiunti e altri tipi di conservanti, inoltre non ha subito stabilizzazione forzata o controlli di temperatura».

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