Pubblicato il 16 febbraio 2015 | Nessun Commento

Quasi arriva la primavera [beh, oddio, è ancora un po’ freddino…] e ancora non esco con il classico post del mejo del mejo dell’anno appena trascorso. Dico, si può vivere senza?!? :D

Dunque, eccomi qua. Ecco a voi l’attesissimo [sì, vabbèthe best of del 2014! Farei giusto 3, dico 3, nomi: alcune delle persone più interessanti incontrate nel 2014 in questo strano, pazzo, bellissimo mondo del vino.

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Flavio Roddolo

Mi ha spalancato le porte delle cantina anche se era il suo compleanno ed io proprio non me la sono sentita di punirlo oltremodo nascondendomi in una delle sue botti (piene, of course) allo scopo di berne avidamente tutto il contenuto. :D

Che vini, eh! Non solo Dolcetto d’Alba (anche nella versione Superiore), ma anche una bellissima Barbera d’Alba, un Langhe Nebbiolo – ragazzi, siamo a Monforte d’Alba - che in pratica è un Barolo e un Barolo (di nome) che è davvero buono buono.

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Vittorio Graziano

Programmo un veloce pit stop a Castelvetro di Modena per fare scorta del Fontana dei Boschi e alla fine succede che mi faccio fulminare [e ti pareva…] dal Ripa di Sopravento e dallo Smilzo, quest’ultimo un uvaggio non meglio precisato di sorbara, uva tosca e non si sa cos’altro.

Non mi aveva mai visto prima e ciò nonostante: uno) ha accettato che io, accortomi di non avere contanti, potessi acquistare e pagare a mezzo bonifico on line; due) mi ha venduto il suo ultimo pezzo di Parmigiano Reggiano Vacca Bianca Modenese 24 mesi [ah, lo spacciatore è Cascina Rosola di Zocca].

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Mario Struzziero

Quello che arriva da contrada Campoceraso è un Taurasi di stampo tradizionale, il classico vino da bere come se non ci fosse un domani (cit).

Capitare “per caso” [sì, vabbè] a Venticano dopo gli ultimi folgoranti assaggi delle Riserve 1997 e 2001, fatto. Fare scorta del Taurasi 2007, fatto. Restare di sasso assaggiando da botte il 2012 che sarà, fatto.

FINE. Buon 2015 di bevute a tutti.

Pubblicato il 15 gennaio 2015 | Nessun Commento

Quel poco che conoscevo Antoine Gaita era stato grazie ai suoi vini e a quel fuoriclasse del Vigna della Congregazione, uno dei primi cru di Fiano di Avellino.

Avevo saputo da poco, per vie traverse, della sua malattia ed è per questo che la nuova visita a Villa Diamante era saltata.

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L’ultima volta lì, in contrada Toppole a Montefredane, era maggio 2011. Quel giorno, in missione con Massimo D’Alma [che è anche l’autore della bellissima foto, scattata proprio mentre eravamo all’opera] prima della #ddb programmata a Terroir Vino, girammo questa clip che fece ridere tantissimo noi e lo stesso Antoine.

Ed è così che vorrei ricordarlo.

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