Pubblicato il 12 febbraio 2018 | Nessun Commento

Ho visto soltanto qualche sera fa L’ora più buia, il film di Joe Wright che racconta la prima volta di Winston Churchill da Primo Ministro del Regno Unito, negli anni del secondo conflitto mondiale. L’occasione è ghiotta per (avventurarmi a) parlare di Champagne, che il vecchio Winston -interpretato, nel film, da un superlativo Gary Oldman– amava particolarmente.

La predilezione per le celebri bollicine d’oltralpe e per quelle firmate Pol Roger(Winston pare fosse molto amico di Odette Pol-Roger) gli valse persino l’intitolazione della cuvée più pregiata della maison, prodotta soltanto nelle annate più favorevoli, blend di pinot nero e chardonnay in percentuali sconosciute, ma con prevalenza del primo.

L'ora più buia

Nel film stesso, v’è più di qualche indizio di questa smodata passione per lo Champagne. Come quando, appena ricevuto dal Re l’incarico quasi impossibile di formare un governo “di larghe intese”, giunge al 10 di Downing Street e risponde ai giornalisti curiosi di conoscere quali sarebbero state le prime azioni politiche con un irriverente “aprirò una buona bottiglia di ChampagneCosa che in effetti avverrà poco dopo, quando la famiglia riunita brinderà al prestigioso ruolo politico con una coppa -dico coppa- di Champagne (bèh, non credo esistessero già le flute, ma quello era il bicchiere per le celebri bollicine francesi).

Oppure quando risponde al Re Giorgio VI, stupito del fatto che il suo Prime Minister riuscisse a scolare una bottiglia intera di Champagne a pranzo: “questione di allenamento“. Una frase divenuta celebre.

[foto da internet]

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